Le origini

Turi Rizzo apprende l'arte della pasticceria nella natia Pantelleria, si trasferisce ad Hammamet per dare libero sfogo alla sua creatività ma poi conosce Latina al ritorno da una fiera milanese. Si innamora della "città nuova" e avvia una delle pasticcerie più rinomate del capoluogo.

 

La Sicilia e la Tunisia con il loro colori e sapori hanno certamente influenzato la creatività e la fantasia di Salvatore Rizzo e il suo modo di fare pasticceria. In Tunisia apprende nuove tecniche di pasticceria e le combina con quelle siciliane sue da generazioni e continua ad esercitare la sua attività. Nel 1957 si reca ad una fiera a Milano per acquistare delle macchine per produrre dolci ed invece di rientrare subito in Sicilia fa una piccola sosta a Latina dove ci sono dei compaesani pantaneschi che desiderano salutarlo.

 

Salvatore, o meglio "Turi" come i suoi compaesani amano chiamarlo, rimane piacevolmente colpito da questa "città nuova" che stava prendendo forma, la vegetazione, il mare il clima mite gli piacciono molto. I suoi conterranei gli chiedono di rimanere e prendere parte alla scommessa di costruire una nuova città, Turi Rizzo non ci pensa molto, essere protagonista di questo nuovo progetto lo affascina, chiama la moglie Garsia Giuseppina al telefono e le dice: "Raggiungimi a Latina". Giuseppina lo raggiunge ed apre il suo bar pasticceria in via Pio VI ai margini dell'allora centro cittadino.


Turi Rizzo portava con se la grande tradizione della produzione dolciaria siciliana dove le creme fresche, la ricotta, la pasta di mandolre ed gli infiniti sapori dei frutti canditi, e dell'essenze trionfano. Queste fragranze di aromi e sapori erano una vera novità per il territorio pontino e in poco tempo il bar pasticceria Rizzo diventò uno dei più conosciuti e frequentati locali della piccola città di Latina.

"La bomboniera" degli anni '50

Alla fine degli anni 50 il locale viene soprannominato dai suoi avventori "la bomboniera" sia per la cura scenica della presentazione dei dolci e dei gelati sia per la particolare cura del servizio che veniva affidata alla moglie ed alle figlie. Ragazze, signore e giovani coppie della città nella mattinata e nel pomeriggio erano soliti consumare una pasta o un gelato o un semplice caffè in un ambiente familiare e confortevole. Turi Rizzo preparava nel suo laboratorio anche molte torte destinate a banchetti nuziali o ad altre ricorrenze come compleanni, onomastici e comunioni, e aveva una particolare cura per l'aspetto estetico della presentazione dei suoi preparati.

All'inizio degli Anni Sessanta queste prelibatezze non furono più relegate ad un pubblico latinense perchè proprio nei pressi di via Pio VI l'Ammistrazione comunale dell'epoca decise di costruire la prima stazione degli autobus. Molto persone dei monti Lepini e degli altri paesi della provincia che per lavoro o per studio si recavano nel capoluogo con gli autobus al loro arrivo erano accolti dai profumi di vaniglia e di mandorla che fuoriuscivano dal laboratorio dolciario di Turi Rizzo: impossibile resistere e non assaggiare qualche pasta frescha una fettina di torta o qualche gelato.


Presto la voce si sparse ed anche il pubblico romano che da poco aveva scoperto di San Felice Circeo era solito fare tappa nella nota pasticceria per acquistare i cannoli siciliani e le cassatine, la millefoglie e i baci di dama, anche noti personaggi del mondo dello spettacolo come ad esempio Carlo Ponti e De Sica hanno degustato le prelibatezze prodotte nel laboratorio di Turi.

Il cambio generazionale

Nel frattempo la famiglia Rizzo cresce e la figlia Pina si sposa con Bruni Alfredo e dalla coppia nascono due bambini Bruno e Maurizio che muovono i primi passi nel laboratorio del nonno Turi. Bruno e Maurizio una volta presa in mano l'attività, decidono di rinnovare completamente il locale, rendendolo più attuale, creando uno spazio più accogliente e confortevole per tutta la fedele clientela. Per dare un tocco di originalità al bar pasticceria puntano sugli arredi, utilizzando colori caldi, solari, mediterranei all'interno del locale, per far percepire anche visivamente agli avventori un "pezzettino di Sicilia" nel cuore della "città nuova".

 

Oltre al rito del caffè e del cappuccino, accompagnato da paste fresche e cornetti appena sfornati e al classico acquisto del vassoio delle paste domenicali, Bruno e Maurizio creano l'appuntamento dell'aperitivo. È possibile per la clientela prima di cena o prima del pranzo degustare dei colorati aperitivi accompagnati da sfiziosi antipastini sia all'esterno che all'interno del locale nell'ambiente confortevole che hanno creato. 

 

Negli ultimi anni anche la quarta generazione è entrata attivamente nella gestione del locale, infatti anche Benedetta, Martina e Gian Marco Bruni collaborano con il papà e lo zio, continuando l'antica tradizione dell'arte pasticcera del loro bisnonno Turi Rizzo.